Comunicato S. I. Cobas sugli attentati di Parigi…

2015_11_16_attentati_parigiLa crisi capitalistica spinge a una sempre maggior ferocia della contesa tra potenze imperialistiche nello spartirsi mercati e risorse ai quattro angoli del globo. Bombardamenti a tappeto, attentati terroristici, annegamenti di massa nel Mediterraneo sono gli effetti che colpiscono la classe lavoratrice e le masse oppresse di tutti i Paesi. L’ennesima strage vigliacca, verrà utilizzata, all’esterno, per giustificare nuovi attacchi e nuove guerre, mentre, all’interno, la narrativa razzista e securitaria servirà a limitare ulteriormente l’agibilità politica e sindacale dei lavoratori, a partire dalle manifestazioni e scioperi, come già sta avvenendo in Francia.
A meno che, rifiutiamo di farci irretire dall’ennesima sirena utile a dividere i lavoratori e gli sfruttati di tutti i paesi, comprendendo che il nemico vero é quel sistema sociale che produce guerra, povertà e terrore! A meno che non riscopriamo quell’internazionalismo e quell’unità tra sfruttati che governi, eserciti, terroristi, mercenari temono oltre ogni cosa! Di seguito comunicato S. I Cobas sugli avvenimenti (clicca sull’immagine per scaricare il PDF).

LE GUERRE…
La crisi accentua sempre di più la lotta, lo scontro concorrenziale, sul piano economico, politico e militare per il controllo delle materie prime indispensabili ai paesi imperialisti, che, in nome della democrazia, depredano risorse e materie dei paesi«arretrati» appoggiando regimi che invece negano proprio qualsiasi libertà democratica (Arabia Saudita, Turchia, Israele……).
Come sempre, vittima della guerra é la popolazione, i proletari e le masse povere, dei paesi che la subiscono come e quanto in quelli che la guerra la scatenano !!!
In Siria alcuni paesi imperialisti hanno creato, sostenuto ed armato l’ISIS per il controllo dell’area scontrandosi con il «nemico della democrazia», col regime che governava il paese ed i suoi alleati. L’ISIS, appoggiato ed armato a suo tempo in primis dagli stati imperialisti oggi gli si rivolta contro apertamente contro con i barbari attentati stragisti .di Parigi pagati dalla popolazione.
E come risponde il governo francese? Proclamando uno stato di emergenza, chiudendo le frontiere, scatenando xenofobia e razzismo antimmigrati, bloccando per 12 giorni ogni forma di lotta, compreso lo sciopero, mettendo all’indice i proletari, le masse povere delle banlieus, militarizzando i quartieri.
I proletari e masse povere di ogni paese non hanno nulla da guadagnare appoggiando la propria borghesia e tanto meno l’ISIS, perche’ entrambe nemiche giurate della fratellanza tra i popoli come della liberazione dall’oppressione e sfruttamento del sistema capitalistico.
In questa e altre guerre, scatenate dalle forze del capitale, nulla hanno da guadagnare gli sfruttati, solo una lotta dei proletari di ogni paese potrà liberare l’umanità da questo sistema basato sullo sfruttamento!
Il Italia il Governo si prepara a dare il proprio sostegno e fare il proprio dovere sotto l’ombrello dell’Onu per mandare se è necessario truppe di terra oltre che dare il proprio supporto con le basi aeree e militari per bombardare in Siria.
E’ un’occasione ghiotta perche’ il capitalismo del Vecchio Continente, le istituzioni finanziarie, le multinazionali, le grandi imprese( in primis quelle che producono armi), la banche possono intervenire per allargare o almeno mantenere la loro “sfera d’influenza” contro l’imperialismo americano e quello russo nell’area nord africana.
Intanto anche in Italia le prefetture vengono allertate per restringere ogni spazio d’azione anche sindacale contro gli immigrati , quindi vi sarà l’inasprimento delle misure repressive ed un peggioramento delle condizioni all’interno delle quali si potrà fare politica.
Una cosa è certa le stragi di Parigi non favoriscono la maggior presa di coscienza in termini di classe degli sfruttati, ne servono a rafforzare le forze che danno battaglia contro il sistema capitalistico.
Il sostegno alle posizioni dell’integralismo islamico si rafforzano anche in virtù della perdurante subordinazione del proletariato metropolitano alla propria borghesia. Quanto più esso sarà capace di staccarsi e lottare contro la politica imperialistica del proprio Stato, tanta più forza acquisirà la critica rivoluzionaria al terrorismo islamico!
Alle masse oppresse delle aree periferiche (da dove arrivano la maggior parte degli iscritti del SI Cobas), i proletari americani ed europei smetteranno così di apparire come una massa di manovra delle grandi potenze per assumere le sembianze di una forza che ha dichiarato guerra alle proprie classi dominanti, che ne vuole contrastare la politica imperialista e che vuole legarsi agli altri compagni sfruttati del mondo intero.

S. I. COBAS nazionale

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