Vincere Ikea. Manifestazione nazionale!

vincere_ikeaAderire, sostenere, partecipare alla manifestazione di sabato 13 settembre a Piacenza, per il reintegro dei 24 facchini colpiti da licenziamento politico!
Concentramento, ore 16, Giardini Margherita, Piacenza. 

Dopo le tante giornate di boicottaggio (nazionale e internazionale) davanti ai negozi Ikea, dopo i numerosi picchetti presso il deposito centrale Ikea di Piacenza, i lavoratori e l’ampia rete di solidali proveniente dalle altre città d’Italia si ritroverà a Piacenza per rivendicare con ancor più forza il reintegro dei licenziati, la fine della politica anti – operaia di Ikea, la necessità d’estendere il ciclo di lotta e scioperi in altre città e in altri settori.

A Piacenza, l’esteso sistema di sfruttamento e caporalato che le lotte del S. I. Cobas hanno fatto emergere non è espressione di una singola realtà aziendale, di un singolo territorio o di un singolo settore produttivo. E’ il sistema, è il modello con cui il capitale internazionale risponde alla sua crisi e alla sua necessità di valorizzazione.
Vincere a Piacenza, non significa solo rinsaldare la posizione operaia in un singolo magazzino, ma significa porre le condizioni per frenare la concorrenza senza limiti tra forza lavoro a cui padroni e governi vorrebbero condannarci. Significa fare un nuovo passo per la riconquista dell’autonomia e indipendenza politica e sindacale del movimento operaio, in Italia, come altrove. Per questo, in questi giorni, organizzeremo volantinaggi cittadini per pubblicizzare la manifestazione nazionale; per questo il 13 saremo a Piacenza a fianco dei lavoratori in lotta! Per info: lanternarossage@gmail.com
Di seguito volantino di convocazione dei compagni del S. I. Cobas:

24 lavoratori del magazzino Ikea di Piacenza sono stati licenziati a maggio perché attivisti SI Cobas, il sindacato cui aderiva la maggioranza dei lavoratori. La loro lotta per il reintegro è la lotta di tutti i lavoratori per difendere la possibilità di organizzarsi e di lottare per le proprie condizioni, contro il terrorismo padronale.
Sono stati licenziati dalla Cooperativa San Martino, ma l’AD di Ikea Italia, Lars Petersson, è subito corso al Ministero degli Interni ottenendo centinaia di poliziotti e carabinieri per reprimere le iniziative di lotta dei lavoratori e  aiutare a imporre il terrore all’interno, con la minaccia di licenziare chiunque osi ancora scioperare.
Con la loro richiesta di rispettare il contratto nazionale e di avere la malattia pagata, ma soprattutto perché si erano organizzati in un sindacato non addomesticabile, questi lavoratori erano una minaccia al continuo aumento dei profitti dei padroni di Ikea, che nel 2013 hanno raggiunto i 3,3 miliardi di euro.
Tutto il blocco di potere economico e politico piacentino, dal sindaco PD alla Provincia ai sindacati confederali e il mondo delle cooperative, si è vergognosamente schierato contro i lavoratori licenziati e il loro sindacato.
Se l’Ikea è la più grande multinazionale del mobile, presente in 42 paesi e 151 mila dipendenti diretti, oltre a decine di migliaia indiretti, la San Martino è una delle più grosse “cooperative” di produzione, che hanno trovato il loro business nel fornire manodopera a buon mercato a grandi e piccoli padroni.
Il Presidente e AD della San Martino, Francesco Milza, è anche Presidente della Confcooperative, l’associazione delle cooperative ex “bianche” di Piacenza e dell’Emilia Romagna. Le coop bianche sono alleate di quelle ex “rosse” della Lega Coop nell’Alleanza delle Cooperative Italiane, 1 milione e 200 mila dipendenti in gran parte malpagati e supersfruttati, di cui era Presidente l’attuale ministro del Lavoro Poletti.
Questo blocco di potere che va dalle multinazionali alle cooperative ai partiti parlamentari (con il PD al centro) alle istituzioni dello Stato borghese ha come missione quella di arricchirsi sulle spalle dei lavoratori (il padrone di Ikea, Kamprad, è la quinta persona pi ù ricca al mondo, subito dopo Bill Gates).
Colpendo i lavoratori Ikea vogliono impedire che si allarghi il movimento di lotta che, partito dalla logistica, si va estendendo anche ad altri settori e territori.
Ikea, che si fa pubblicità per le sue attività sociali e per un arredamento ‘sostenibile” cerca in tutto il mondo il massimo profitto rendendo insostenibile il lavoro e la vita dei suoi dipendenti. Come a Piacenza, anche negli Stati Uniti, In Irlanda, Cekia, Turchia e Russia cerca di impedire che i lavoratori si organizzino sindacalmente. A Richmond in Canada da 13 mesi tiene fuori 350 lavoratori che rifiutano di accettare il peggioramento di salari e benefit, offrendo aumenti a chi rompe i picchetti; in Francia i suoi dirigenti sono sotto inchiesta per avere corrotto poliziotti per ottenere informazioni sui dipendenti; in Belgio e Olanda i sindacati denunciano l’uso di camionisti dell’Est a salari pari a un quarto di quelli locali e condizioni disumane; nella ex Germania Est aveva utilizzato per 30 anni il lavoro schiavistico dei detenuti politici, ecc. Questa la sensibilità sociale di Ikea!
La lotta dei lavoratori Ikea di Piacenza contro i licenziamenti è la lotta di tutti i lavoratori. Boicottiamo ogni negozio Ikea, partecipiamo alle iniziative davanti ai cancelli e contribuiamo alla Cassa di Resistenza per Ikea!

PARTECIPIAMO IN MASSA ALLA MANIFESTAZIONE DEL
13-09-2014 A PIACENZA CHE PARTIRA’ DAI GIARDINI MARGHERITA ALLE ORE 16,00

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