Sulla sentenza Bennet di Origgio…

sentenza_origgioPubblichiamo di seguito il comunicato dei compagni del S. I. Cobas sulla sentenza riferita agli scioperi e alla lotta della Bennet di Origgio. In definitiva, il castello accusatorio non ha retto alla prova dei fatti. L’attacco, tutto politico e anti – operaio, contro l’unità conquistata dai lavoratori e dai compagni che quelle battaglie le hanno sostenute e dirette, è sfumato, limitando così i danni dell’attacco repressivo, volto a mettere in discussione, non un caso specifico, ma la complessiva esperienza di lotta che nella logistica da alcuni anni sta maturando. I tentativi di scardinare questa esperienza continueranno mettendo in campo tutti gli strumenti (economici, politici e repressivi) di cui il fronte borghese, complessivamente, dispone. Le relazioni politiche e organizzative che nella battaglia si sono sempre più saldate tra le migliaia di lavoratori del settore e le avanguardie politiche e sindacali che in questi anni hanno sostenuto scioperi e picchetti rappresentano, però, la via maestra attraverso cui rispondere all’attacco, rilanciando con ancor più forza il percorso di costruzione di una linea sindacale e politica di classe.

Comunicato: sulla sentenza del processo di Origgio

Il re è nudo, come avevamo sostenuto in varie udienze, questo processo è nato dalle esigenze da parte delle istituzioni di mettere alla berlina le tante lotte nella logistica che hanno caratterizzato questi ultimi cinque anni.
Il teorema accusatorio mirava a mettere in discussione gli scioperi che i lavoratori del settore stanno portando avanti ed i loro successi che si basano sull’allargamento ed unità del fronte contro un padronato che utilizza le cooperative per avere una forza lavoro a basso prezzo e ricattata e “schiavizzata”.
La testimonianza della Digos, carabinieri, le ore di riprese delle telecamere aziendali le testimonianze nelle varie udienze hanno smontato il piano accusatorio contro i compagni del nostro sindacato e i tanti accorsi a sostenere questi scioperi che hanno costretto la cooperativa coadiuvata dalla Bennet a concedere sostanziosi aumenti salariali, creare condizioni lavorative meno gravose nel magazzino e far rientrare il delegato Dixon del S.I. Cobas licenziato perché sosteneva in prima persona questa lotta.
Niente che poteva aver riferimento a questioni di ordine pubblico, nessuna coalizione di militanti atti a creare episodi di violenza gratuita, ma forza militante atta a creare una condizione favorevole affinchè i diritti contrattuali dei lavoratori fossero affermati con la lotta.
Non trovando niente su cui far leva per dar seguito all’atto accusatorio non gli è restato che al giudice dare, oggi 7 luglio, una sentenza assolutoria verso l’insieme dei compagni messi alla gogna in questo processo e per dimostrare che le tante udienze fatte non avevano invanamente sperperato migliaia di euro dei contribuenti si è cercato di trovare tre capri espiatori su cui addossare una colpa mai commessa dando loro due mesi di condanna.
Una giustizia borghese che nell’insieme ha fatto in questo processo cilecca e che nelle intenzioni iniziali tendeva a contrastare sul piano giudiziaro un movimento che non può essere arrestato con atti repressivi e che in questi anni ha messo alla berlina il sistema delle cooperative e dei committenti della logistica che si avvale di partiti, sindacati governativi, mafiosi, poliziotti al proprio servizio.

S.I.Cobas Nazionale

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