Turchia: morire per il profitto…

miniera_turchiaDue giorni dopo l’esplosione avvenuta in una miniera di Soma, in Turchia, continua ancora il conto delle vittime, mentre diminuiscono di ora in ora le speranze di trovare sopravvissuti. I 282 morti accertati saranno quindi probabilmente destinati a salire nei prossimi giorni. Salire fino a che numero? E’ questo un dato, ovvero il numero preciso di lavoratori presenti al momento dell’esplosione, che neanche il ministro del lavoro turco è riuscito ancora a stabilire. Com’è possibile questo?
Nello stesso modo in cui è possibile, tutti i giorni, in Turchia come altrove, che centinaia di lavoratori muoiano sul lavoro, per “incidenti” che assumono sempre più i contorni di un assassinio deliberato, deliberato da chi in nome del profitto è disposto a tagliare fino all’osso su condizioni di sicurezza e di lavoro. Così avviene che non è possibile stimare il numero di persone che lavoravano all’interno della miniera di Soma perché Ali Gurkan, dal 2012 presidente della società Soma Mining, in recenti interviste ha vantato gli enormi profitti derivati dall’aver ridotto i costi d’estrazione (da 130 dollari a tonnellata di carbone ad appena 24 dollari), anche attraverso una fittissima rete di subappalti, costituita da lavoratori non sindacalizzati, raramente in regola e, ovviamente, sottopagati rispetto ai diretti dipendenti dell’azienda e sindacalizzati. Ecco perché è impossibile sapere quanti di questi lavoratori dei vari livelli dei subappalti fossero presenti al momento della tragedia. Evento questo che risulta sempre più difficile far passare appunto per una “tragedia”, intesa come “fatalità” del caso, come vuol far credere il premier turco Erdogan.
Perché diversamente da quanto dichiarato da governo e azienda, i guasti e gli incidenti nelle miniere turche sono all’ordine del giorno, fino a contare circa 4000 incidenti solo nel 2013.
A ben poco servono le lacrime di coccodrillo di ministri e faccendieri, ora tutti in prima linea nel chiedere, dopo averne bocciata una non più di due settimane fa, un’indagine parlamentare sulla sicurezza nelle miniere. Pur dovendo abbozzare una finta presa di posizione mediatica per salvarsi la faccia e sedare scioperi e proteste che in questi giorni stanno infiammando la Turchia, resta il dato incontrovertibile della necessità dei padroni, nelle miniere Turche quanto ovunque, su tutti i posti di lavoro, di tagliare i costi di produzione in nome della competitività e del profitto; e la dove ottenere ampi margini di profitto risulta sempre più difficile, sono i lavoratori a dover pagare, come condizioni di sicurezza, di lavoro e di salario, lo scotto di un sistema marcio e incancrenito.
Emblematico lo scatto rubato durante lo sciopero indetto dai sindacati turchi contro il governo e i padroni delle miniere, che riprende un collaboratore del premier Erdogan mentre prende a calci uno scioperante, già atterrato e circondato dalla polizia. Di fronte alla violenza dei padroni, alla violenza del profitto, non è ai governi che bisogna appellarsi. L’unità e la lotta di classe sono le uniche armi che abbiamo. Per poter dare qualche calcio anche noi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Lavoro & Capitale e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Turchia: morire per il profitto…

  1. gristleism7@libero.it ha detto:

    Fruttamento bestiale con responsabilità diretta dell’uomo forte della Turchia, che ha favorito in una privatizzazione di miniere, un suo sodale. Costui ha sbandierato, recentemente una straordinaria riduzione di costi, ottenuta interamente sulla pelle dei lavoratori della miniera, azzearando le misure di sicurezza. Una tragedia ampiamente annunciata! Cosi’ In tutta la Turchia ci sono ora dimostrazioni contro Erdogan, ma non c”è in questi movimenti una strategia che li unifichi su posizione di classe. Oscar

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...