Sciopero 15 Maggio: report dal picchetto all’SDA di Settala…

OGGI NON SI LAVORADopo qualche ora di sonno per mandare via la stanchezza della giornata, la sveglia alle 3, la tensione della mattinata, cerchiamo di rimettere insieme le idee sulla giornata di sciopero che, per la seconda volta, ha visto nuovamente bloccato l’intero settore della logistica.
Per ora ci limitiamo a ragionare a spanne sugli elementi emersi, dallo sciopero nell’area del milanese, e in particolare al picchetto alla DHL di Settala, dove abbiamo voluto portare il nostro sostegno ai lavoratori e ai compagni in lotta. Per un bilancio generale dello sciopero nelle varie città e sulle dinamiche nei vari hub, vogliamo ancora aspettare, cercando di mettere insieme un quadro più dettagliato possibile sulla giornata, sul suo peso e sui suoi effetti.
Nel milanese lo sciopero ha avuto successo, a partire da mezzanotte i principali hub e magazzini sono stati bloccati, con adesioni che in molti casi hanno sfiorato il 100% della forza lavoro. Bloccati i principali magazzini (Peschiera Borromeo, Carpiano, ecc..), i lavoratori si sono concentrati presso il magazzino della DHL di Settala dove, a partire dalle 06.30, é stato organizzato un picchetto per bloccare l’entrata e uscita dei camion.
Tanti i lavoratori venuti a partecipare al blocco e tanta la determinazione nel portare avanti lo sciopero, nel convincere i colleghi titubanti e impauriti, nel fare in modo che la circolazione della merce dentro e fuori i magazzini fosse effettivamente bloccata.
Con il passare delle ore le facce tese dei lavoratori e dei compagni fuori dai cancelli si sono rilassate, alla vista dell’interminabile fila di camion che man mano si andava a creare sulla strada provinciale adiacente, rappresentazione plastica della riuscita dello sciopero e del blocco anche in quel magazzino. Un risultato certo non scontato, soprattutto alla luce delle dinamiche emerse nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti lo sciopero.
Molti, infatti, erano stati i tentativi da parte padronale di rompere il fronte di lotta, ostacolando in ogni modo l’agibilità sindacale del Si. Cobas all’interno del magazzino (l’assemblea dei lavoratori in preparazione dello sciopero si è dovuta svolgere nel piazzale antistante il magazzino), firmando qualche giorno prima un accordo aziendale con la Cgil in cui si facevano minime concessioni proprio per tentare di smorzare la determinazione di lotta dei facchini, sino ad arrivare a questa mattina con il crumiraggio organizzato della Cgil che, alle 5, ha fatto sgattaiolare dentro il magazzino alcuni dei propri iscritti per svicolare il picchetto che di lì a poco sarebbe iniziato. Sotterfugi e mezzucci che però non hanno impedito la riuscita dello sciopero. Verso le 11 i lavoratori si sono poi riuniti in assemblea valutando l’andamento della mattinata e decidendo, quindi, di sciogliere il picchetto, continuando naturalmente a scioperare fino alle 6 di domani mattina. Qualche tensione con sparuti gruppetti di lavoratori che pressati dai caporali e timorosi delle ritorsioni hanno colto l’occasione per entrare; sommando anche quelli fatti entrare di nascosto la mattina dalla Cgil, non più di 40 lavoratori, su 250 sono entrati a lavorare. Poca roba, insomma.
Con lo sciogliersi del picchetto la lunghissima fila di camion e bilici (abbiamo stimato più di 5 km di coda) ha lentamente ripreso a muoversi; per la DHL, come per tutto il settore, la giornata era ormai persa, non escludendo pesanti ripercussioni anche domani.
Un bilancio, dunque, nettamente positivo che, certo, ora andrà ponderato con le dinamiche emerse negli altri hub e nelle altre città, proprio nella prospettiva di lotta dell’intero settore. In questo senso, le notizie che nel corso della giornata arrivavano sono incoraggianti e già in queste ore sarà possibile elaborare un quadro più dettagliato.
Certo é che seppur con lo sciopero di oggi un ulteriore passo in avanti è stato fatto, da subito bisognerà riflettere e confrontarsi sulle prossime mosse. Alla Granarolo di Bologna altri 20 lavoratori sono stati sospesi e da domani riprenderanno le iniziative di lotta aziendale. Incrociare il percorso di lotta nazionale e generale sul rinnovo del contratto collettivo del settore, con quello che é lo scontro di classe quotidiano nelle singole aziende e magazzini è la vera sfida. Con intelligenza, determinazione e organizzazione bisogna vincerla!

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