Bollettino dal fronte di lotta delle cooperative: Ikea, UPS, SDA, Gls…

lotta&organizzazionePubblichiamo di seguito un nuovo bollettino sulla lotta nelle cooperative, con aggiornamenti delle principali vertenze che negli ultimi giorni hanno nuovamente riacceso lotte e scioperi in vari magazzini, non più solo nel nord Italia. Di fronte a questo progressivo allargamento delle lotte, emergono nuove sfide politiche e organizzative cui dovremo, collettivamente, fare fronte. Il rilancio della cassa di resistenza, come immediato strumento di lotta e sostegno, diventa il passaggio politico più pressante.
Per i compagni genovesi ricordiamo che é sempre possibile sottoscrivere per la cassa di resistenza:
– con versamenti al conto corrente postale 88 424 429 intestato Sin.Base e causale “CASSA DI RESISTENZA”.
– con bonifico, sempre intestato Sin.Base IBAN IT41 R076 0101 4000 0008 8424 429 causale “CASSA DI RESISTENZA”
– oppure passando alla sede del Sin.Base, Via alla Porta degli Archi 3/1

Ikea di Piacenza
Oggi la lotta è tornata puntuale all’alba con l’ennesimo blocco dei cancelli di ingresso che ha impedito per ore l’accesso dei camion allo stabilimento. I danni sono stati notevoli e il colpo politico ancora di più: niente piegherà la dignità dei lavoratori. Al loro fianco i compagni e le compagne di molte realtà di Milano (Si Cobas, Collettivo La Sciloria, Csa Vittoria), Piacenza e Bologna (Crash, Nap…), ma soprattutto la solidarietà dei lavoratori degli altri magazzini della logistica di Piacenza e della Lombardia ( Tnt, Gls Executive, DHL, Ortofin…).
Tanti lavoratori e compagni a presidiare gli accessi e a resistere. A nulla è servita la presenza delle forze dell’ordine. Di fronte a questo l’Ikea e le cooperative hanno dovuto per forza di cose intavolare un confronto informale davanti ad uno dei cancelli dell’azienda.
In particolare l’amministratore delegato Ikea ha preso atto della determinazione di chi lotta e ha dichiarato che prenderà in considerazione le nostre ragioni, per appianare questo duro confronto con le cooperative e di voler intermediare tra le parti per far reintegrare i lavoratori. Un altro passo importante in vista dell’incontro di lunedì in Comune nel quale saranno presenti alcuni rappresentati istituzionali, le cooperative, sindacati e soprattutto lavoratori in lotta. Ma la lotta dell’IKEA è parte integrante di una lotta complessiva che i lavoratori della logistica,organizzati nel Sindacati intercategoriale Cobas e sostenuto da forze sociali e politiche, stanno portando avanti da anni senza delegare a nessuno il loro protagonismo. Tutti con le stesse rivendicazioni: dignità, un più giusto salario e migliori condizioni di lavoro. Una lotta che si unisce necessariamente a chi come in altri settori combatte la crisi non accettando passivamente i diktat di governo, sindacati concertativi e padroni,mettendo in campo la propria forza di classe. Una lotta che non vuole essere la solita vertenza sindacale, ma un altro passo in avanti per costruire una nuova società senza classi e senza più sfruttamento.

UPS di Calderara di Reno (Bo)
E’ iniziato questa sera dalle ore 21.00 uno sciopero spontaneo di tutti i lavoratori delle cooperative NCV e Divisione Servizi che gestiscono l’appalto di movimentazione merci alla UPS di Lippo – Calderara di Reno (BO). La motivazione dello sciopero è la presenza di un dirigente della cooperativa NCV che disturba pesantemente l’attività lavorativa. Tutti i lavoratori ne chiedono con forza il suo allontanamento dal cantiere. Questo sedicente responsabile, più volte è stato avvisato, anche in sede sindacale, ad avere atteggiamenti più consoni, nel pieno rispetto della dignità delle persone, ma continua a persistere con i suoi atteggiamenti caporaleschi di intimidazione, minaccia, con l’utilizzo di linguaggio scurrile e diffamatorio contro i lavoratori. Questa sera dopo il suo consueto show, lo sciopero è stata la degna risposta, che permane fino a che non si ponga termine a tutto ciò. Non tolleriamo più!

SDA di Roma
I lavoratori della cooperativa Orbea che smistano i pacchi per SDA Gruppo Poste Italiane avevano già deciso di entrare in sciopero ad oltranza nella mattinata del 3 gennaio, per protestare contro il mancato rispetto, e gli eccessivi ritardi nell’applicazione di alcuni punti dell’accordo strappato con il primo sciopero del 19 dicembre. Ma quando alle 20,00 del 2 gennaio i capireparto di Poste e cooperativa si sono rifiutati di far rientrare un lavoratore arbitrariamente spostato ad altra sede, come misura ritorsiva, violando ancora una volta l’accordo che annullava tali spostamenti, tutti i lavoratori del turno sono usciti in massa fuori dai cancelli ed hanno deciso di anticipare lo sciopero, esigendo – oltre al rispetto degli impegni – anche il rientro del loro compagno; il rientro è stato prontamente accettato. Giudicando non più possibile affidarsi alle rassicurazioni telefoniche pervenute da SDA e ORBEA, hanno deciso lo sciopero ad oltranza finchè non sarà data comunicazione inequivocabile dell’avvenuto versamento dei 1000 euro dovuti ad ogni lavoratore a titolo di anticipo sulle somme pregresse dovute dalla vecchia cooperativa, e una data certa per il tavolo di trattativa inerente le richieste avanzate con lo sciopero del 19, in primo luogo l’applicazione del contratto nazionale. Poichè a questo punto è evidente il tentativo aziendale di riprendersi – poco a poco e temporeggiando – quanto ceduto il 19, e poichè i lavoratori dell’HUb di Roma sono esasperati da condizioni di lavoro semplicemente inaccettabili, che in questo settore sono la norma, lo sciopero continua ad oltranza. I lavoratori dell’HUB anche questa volta confidano nelle loro forze ma anche nell’appoggio dei lavoratori degli appalti SDA di tutta Italia, in primo luogo degli HUB di Milano e Bologna, e confidano nel sostegno militante di tutte le strutture e i collettivi autorganizzati di Roma e non solo, come già avvenuto il 19 dicembre.

Gls di Fiano (Rm)
Giunge notizia di un’altro blocco nella serata di ieri sera Giovedì 3 Dicembre presso la Gls di Fiano , nel quale i lavoratori si sono autorganizzati e il padrone come ritorsione ha provato a licenziare ìi lavoratori più attivi. Il licenziamento non è avvenuto solo grazie allo sciopero. Allarmati dal blocco dell’impianto i dirigenti GLS hanno rapidamente collegato la vicenda di Fiano a quella di Piacenza, dove i lavoratori del facchinaggio hanno protestato nelle scorse settimane. “Il collegamento tra le due vertenze è il prossimo passaggio obbligato” ha concluso Zaghdane

 

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