Fatti e lezioni del 6 Dicembre a Genova…

SALARIO GARANTITO!Oggi, 6 Dicembre, – come studenti, lavoratori, disoccupati – abbiamo voluto scendere nuovamente in piazza per rilanciare quel percorso di lotta e opposizione contro gli effetti di una crisi capitalistica che padroni e banchieri vorrebbero far pagare solo agli strati proletari. Il corteo studentesco nutrito e combattivo partito da Piazza Caricamento, all’incrocio tra Via Gramsci e Via delle Fontane, é stato fermato per il passaggio della manifestazione dei lavoratori edili di Cgil, Cisl e Uil anche loro oggi in sciopero. La rivendicazione dei sindacati concertativi sullo sblocco dei cantieri finalizzati a TAV e Terzo Valico, hanno spinto il corteo studentesco ad una contestazione di tale parola d’ordine, creando alcuni momenti di tensione. Nonostante tutto, e nonostante alcune incomprensioni,  il messaggio partito dal camioncino degli studenti non può essere oggetto di deformazioni, al di là di quello che possono scrivere giornali e scribacchini vari. Denunciare una linea sindacale becera che, per l’ennesima volta – dopo Fincantieri e Ilva – ha ingabbiato la mobilitazione operaia sulla difesa del posto di lavoro a tutti i costi e sulla difesa delle commesse di padroni e padroncini, non significa contrapporsi ai lavoratori. Significa, invece, cercare di costruire un percorso di lotta e mobilitazione con tutti quei lavoratori, studenti, disoccupati che si organizzano sulla difesa dei propri interessi di classe. Come ripetuto dal camioncino a questi lavoratori, emanciparsi dalla linea opportunista dei sindacati concertativi significa affrancarsi dalla difesa di un “posto” o di uno stabilimento che non é nostro, per rivendicare, crisi o non crisi, lavoro o non lavoro, salario garantito!
Ed é proprio in questa prospettiva che il corteo studentesco si é concentrato e mosso. Nonostante domani leggeremo sui giornali esclusivamente delle “tensioni” tra studenti e lavoratori, il messaggio e le parole d’ordine lanciate costituiscono, invece, un bel passo in avanti nel collegamento e aggregazione dei diversi strati e settori proletari. Quello stesso messaggio che, soprattutto in riferimento alla questione Ilva, abbiamo voluto lasciare sui muri della città e ribadire ulteriormente sotto la sede della confindustria genovese. La solidarietà con la lotta degli operai tarantini del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti e la denuncia dell’atteggiamento opportunista della Fiom (anche e soprattutto genovese) con i festeggiamenti di qualche giorno fa davanti alla Prefettura (e con il mancato sciopero di oggi), sono stati i cardini del nostro intervento al microfono. Lo stesso messaggio lanciato con lo striscione appeso davanti alla sede confindustriale. Una bella giornata di lotta, finita con l’assemblea nei pressi di Piazza della Vittoria. Molte, dunque, le lezioni della giornata, che dobbiamo fare nostre, proprio per rilanciare con ancor più forza quella pratica di opposizione che trovi nella saldatura tra la forza lavoro attuale, futura e potenziale il suo reale orizzonte.

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