C’era una volta…la borsa di studio…

C’era una volta la borsa di studio, così, quasi due anni fa, avevamo intitolato un nostro volantino per l’organizzazione di un’assemblea studentesca incentrata sui tagli della Riforma Gelmini a borse di studio e residenze universitarie. Allora, nel tentativo di organizzazione degli studenti contro questi tagli e queste ristrutturazioni, avevamo incontrato molto scetticismo, rappresentanze studentesche che sminuivano la situazione, studenti che avendo già preso la borsa di studio si sentivano tranquilli. Oggi, a due anni dai tagli, abbiamo di fronte una situazione universitaria in cui l’aumento continuo delle tasse (sia per quanto riguarda la retta, sia per quanto riguarda la tassa regionale allo studio) e la ristrutturazione nelle fantomatiche Scuole fanno da cornice a una continua dequalificazione del percorso formativo. L’illusione “democratica” di un’università pubblica e per tutti cozza contro le esigenze e le necessità della crisi capitalistica, cui gli Stati rispondono, mostrando la loro vera faccia. Per quanto riguarda la situazione delle borse di studio, nell’ateneo genovese, assistiamo ad una situazione per cui, in quest’anno accademico non é stato possibile attribuire neanche una borsa di studio alle nuove matricole. L’azzeramento delle borse di studio, che pagano i settori studenteschi più deboli economicamente e le loro famiglie, é il risultato di quei tagli su cui, tutti o quasi, hanno dormito, hanno minimizzato, hanno costruito ulteriore passività. Molti, ancora troveranno attenuanti. Pezzo dopo pezzo stanno smobilitando quegli strumenti che ancora garantivano, per chi difficilmente poteva permetterselo, gli alti costi di una formazione sempre più dequalificata. Per ora il salasso é stato pagato dalle matricole, ma quanto ci metteranno a iniziare a non rinnovare più quelle borse che hanno già erogato? Quanto tempo per un ulteriore taglio ai posti letto nelle residenze universitarie? Nel frattempo si premurano di rastrellare nuove risorse dalle nostre già vuote tasche con tasse esorbitanti e riduzione drastica dei servizi. La loro salvezza saranno i prestiti d’onore con cui far felici banche, fondazioni e imprese private. A subire lo strozzinaggio, sempre gli stessi.
La passività pesa come un macigno, ma non può diventare una scusante per l’accettazione della situazione attuale. Da parte nostra i molti volantinaggi, le assemblee, gli incontri con i vari responsabili vogliono essere i principali strumenti per smuoverci dal torpore e predisporre prime pratiche organizzative di risposta. La strada é lunga e siamo consapevoli che una risposta globale non possa rinchiudersi in un’ottica meramente “studentista”, ma debba iniziare a fare i conti con quello che sta fuori le aule universitarie, con il mondo del lavoro e con le lotte e gli esempi di organizzazione che su questo terreno si esplicano. Tasse, borse di studio, ristrutturazione delle Scuole sono, però, il terreno su cui, da ora, dobbiamo misurarci. Questo il percorso. Occorre rimboccarsi le maniche…

Per info e contatti
lanternarossage@gmail.com

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