Qualcosa di nuovo dentro l’urna?

Si è conclusa da poco la tornata di elezioni amministrative che avrà la sua fine con i ballottaggi in molte città, tra le quali Parma e Genova. Proprio in queste due città ha preso forma la sorpresa più grossa; il “Movimento a Cinque Stelle” guidato da Beppe Grillo è riuscito nel primo caso ad arrivare al ballottaggio e nell’altro a sfiorarlo per un solo punto percentuale. Una valanga di voti insomma, ottenuti in quasi tutte le città nelle quali il Movimento si è presentato, ad esclusione del Sud Italia. Questo è il dato più eclatante da registrare quindi, un consenso rilevante che si è andato concentrando attorno alle liste dei seguaci del nuovo opinion maker genovese. A tutto questo ha contribuito senza ombra di dubbio un’elevata attenzione mediatica che ha alimentato il fenomeno dando uno sfogo al risentimento contro la “Casta” ed incanalandolo nell’innocuo contenitore grillino che ad oggi è notevolmente spaesato e impacciato nel gestire cotanta responsabilità. Sembra che non sappiano che pesci pigliare insomma e cominciano a sorgere i primi screzi tra alcuni esponenti e il Capo, che da possessore del Marchio vuole dettare la linea. Viene da domandarsi come gestiranno un eventuale ingresso in Parlamento dopo le elezioni dell’anno venturo. Finché, infatti, si rimane nell’arena locale possono pure bastare rivendicazioni e proposte davvero modeste (wi-fi, aiuole fiorite, etc.) per cercare di gestire il consenso ma a livello più generale mancano tutti i presupposti per una tenuta politica.
Comunque staremo a vedere sia come i grillini gestiranno la momentanea “vittoria” che gli scenari futuri che da questo voto scaturiranno, anche a seguito dei probabili riposizionamenti nello scacchiere politico-parlamentare da parte delle forze più “ortodosse”. La vittoria più ampia, infatti, è stata ottenuta dall’astensione, con livelli del 50% in tante località. Una passività, questa, con la quale dovranno fare i conti i partiti più grandi che in questa tornata hanno, tutti nessuno escluso, preso una sonora bastonata. Il PDL in una città come Palermo ha ottenuto solo l’8% (!) dei consensi; a Genova, come in tante altre città, non ha nemmeno sfiorato il ballottaggio. Anche la Lega non sta meglio e, esclusa Verona, ha perso vagonate di preferenze in tutto il Nord.
Certo rimangono ancora saldi, nonostante l’emorragia di voti, alcuni bastioni, vedi Genova per il PD, ma occorrerà, per le forze che appoggiano l’attuale governo tecnico, un progressivo allontanamento nei prossimi mesi dall’esecutivo e una progressiva riacquisizione di verginità per cercare di far rientrare nei ranghi il consenso perduto. Detto questo, analizzati i voti e le futuribili conseguenze, torniamo al lavoro stando alla larga da lor signori come siam stati distanti dalle urne. Non sarà un improbabile autogoverno interclassista dei cittadini “onesti” a tutelare i nostri interessi di lavoratori, come non lo saranno la delega e il cretinismo elettorale.

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