Comunicato di solidarietà ai lavoratori dell’AF Logistic

Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori del consorzio AF Logistics di Massalengo e Soresina, la cui lotta e il cui sciopero sono stati vilmente attaccati dai responsabili e dai capetti della cooperativa stessa. Mercoledì 1 febbraio i lavoratori dalle ore 20.30 avevano iniziato uno sciopero con fermo totale dell’attività lavorativa. Sciopero lanciato in seguito all’addebito disciplinare (per fatti mai avvenuti) con sospensione di 3 giorni senza retribuzione, ennesima provocazione nei confronti di un iscritto del Si.Cobas. Questo episodio si va a sommare non solo alle buste paga irregolari e alla mancanza di norme di sicurezza, ma anche alle pressioni che da settimane vengono fatte ai lavoratori affinché raggiungano la media dei 200 colli l’ora, pena l’allontanamento dal lavoro.Una quarantina di lavoratori in sciopero si sono, dunque, radunati davanti ai cancelli, denunciando tali condizioni di lavoro e chiedendo il reintegro immediato di Zakarias. Verso le 23 capi e capetti, con l’aggiunta di qualche lavoratore, hanno forzato il picchetto, prima provocando verbalmente, poi colpendo gli scioperanti e il compagno del Si.Cobas chiamato sul posto, con oggetti contundenti. Alcuni feriti tra i lavoratori in sciopero sono stati portati al Pronto Soccorso, dopo aver deciso di sciogliere momentaneamente il picchetto. Quanto avvenuto di certo non ci sorprende, anzi è l’ennesima conferma di come ogni nostro tentativo di alzare la testa non può che essere percepito come una minaccia da parte dei padroni. Ma ancora di più, questo episodio rimarca la necessità di non abbandonare questi lavoratori, la necessità di concentrare attorno ad essi le forze del Coordinamento di sostegno e degli operai delle altre cooperative e di altri settori produttivi, perché la battaglia che stanno combattendo oggi è anche la nostra.
La nostra solidarietà passa certo attraverso le parole e la diffusione di quanto avvenuto, ma ancora di più deve necessariamente passare attraverso la propagazione della lotta nei nostri posti di lavoro, sul nostro territorio. Collegandoci e ricollegandoci, dando forza e appoggio anche a quei lavoratori che vivono sotto il ricatto del licenziamento, possiamo combattere per gli interessi non aziendalistici e corporativisti ma per quelli della nostra classe, superando la debolezza che da decenni ci impone la frammentazione della forza-lavoro.

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