Cronistoria

calendarioDi seguito, pubblichiamo una breve cronistoria dei diversi passaggi della lotta dei facchini della logistica, a partire dall’apertura della mobilitazione per il rinnovo del CCNL, per arrivare ai 41 licenziati alla Granarolo e all’articolazione della campagna – nazionale e locale – di denuncia politica e di boicottaggio. 

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12 Febbraio 2014. Nuova giornata di blocchi. Questa volta a essere bloccate sono le entrate dell’Interporto di Bologna, proprio in risposta alla volontà padronale di disinteressarsi dei licenziati che lavoravano presso la Cogefrin. Qui, articolo de La Repubblica. Nel frattempo, nei giorni scorsi, si sono effettuati diversi volantinaggi cittadini per sensibilizzare la popolazione e contrastare la vergognosa campagna stampa che Granarolo e Lega Coop (comprandosi pagine e pagine dei giornali locali) avevano, nelle scorse settimane, messo in piedi. Pubblichiamo qui, inoltre, la lettera aperta, scritta dai lavoratori Granarolo in presidio permanente, alla città di Bologna.

10 Febbraio 2014. A Bologna, nuovo incontro con il Prefetto. S’intravede qualche timida apertura per quanto riguarda il rinnovo della cassa integrazione e il processo di reintegro di altri 19 lavoratori. Aperture, però, ancora troppo vaghe, soprattutto per la mancanza di tempi e modalità certe del processo di reintegro. Oltretutto, la volontà condivisa dal fronte padronale è quello di tenere comunque fuori dal discorso ben 22 lavoratori. Per questo, come ribadito dal comunicato SI. Cobas, viene mantenuto aperto lo stato d’agitazione.

6 Febbraio 2014. A Genova, per fare un resoconto ai compagni che non sono potuti venire al corteo del 1 Febbraio, ma soprattutto per rilanciare il lavoro di agitazione e propaganda sulla vertenza Granarolo, organizziamo un attivo di solidarietà. Diversi gli interventi, non solo volti a ricostruire la cronaca degli ultimi giorni davanti ai cancelli della Granarolo, ma che cercano di cogliere l’orizzonte complessivo all’interno del quale le lotte della logistica si collocano. In questa occasione lanciamo diverse iniziative di solidarietà ai facchini e di boicottaggio alla Granarolo che, a livello cittadino, andremo a predisporre nelle prossime settimane. Di seguito, report dell’attivo, con video dei nostri interventi.
Continua nel frattempo l’attacco mediatico e l’attività di discredito nei confronti della lotta, con il vergognoso comunicato congiunto di CGIL, Arci e Libera a difesa dei padroni. Qui, comunicato di risposta da parte dei compagni del SI. Cobas.

1 Febbraio 2014. Più di un migliaio tra facchini e solidali percorrono, in corteo, le vie del centro di Bologna. Tanta la rabbia e la determinazione nel portare avanti la lotta. Come compagni di Lanterna Rossa e del Sin.Base partecipiamo alla manifestazione, portando la solidarietà a questi lavoratori. Il corteo si conclude con gli interventi dal camioncino in Piazza Maggiore, in cui a fianco del mantenimento dello stato d’agitazione davanti ai cancelli Granarolo, si rilancia con il lavoro di preparazione di un nuovo sciopero nazionale dell’intero settore. Qui, un nostro breve resoconto della giornata, con alcune foto del corteo.

30 Gennaio 2014. La situazione continua a essere dinamica e molti sono gli eventi che s’incrociano. Mentre una delegazione del SI. Cobas ha un incontro con il Prefetto, il fronte padronale continua l’attacco e le operazioni di discredito verso i lavoratori in lotta, sia con una serie di dichiarazioni, sia con iniziative bipartisan (PD e Forza Italia) in Parlamento. Qui, ne diamo breve resoconto. Alla sera, assemblea (riuscitissima!) all’Università di Bologna, per organizzare il corteo di sabato (report). Nel frattempo, a Genova, continuiamo a lavorare per l’organizzazione di un attivo – per giovedì 6 febbraio, ore 16, c/o la sede del Sin.Base – per fare il punto della situazione, anche alla luce di cosa saprà mettere in campo la manifestazione del 1° Febbraio. In programma, anche un volantinaggio cittadino in solidarietà ai facchini.

27/28 Gennaio 2014. Dopo la scarcerazione dei 2 compagni fermati, continua il presidio permanente davanti ai cancelli, anche sotto la neve (vedi foto). Il 28 l’assemblea operaia in presidio lancia per sabato 1 Febbraio, un corteo per le vie di Bologna in risposta alle aggressioni contro i lavoratori. Di seguito, volantino SI. Cobas. Da Genova, come compagni di Lanterna Rossa e del Sin.Base, aderiamo all’iniziativa e parteciperemo con una delegazione al corteo bolognese (nostro post).

26 Gennaio 2014. In serata, giunge la notizia della scarcerazione di Garib e Redouan, i due facchini arrestati. Pubblichiamo, di seguito, il video, elaborato dai compagni, a testimonianza delle giornate di lotta davanti alla Granarolo (dal 20 al 25 Gennaio). La battaglia continua!

25 Gennaio 2014. Si organizza un presidio sotto la questura, per richiedere la scarcerazione dei 2 compagni, ancora agli arresti. Nel frattempo, Granarolo, provata dalla settimana di mobilitazione, pubblica sui principali quotidiani di Bologna, una lettera aperta, nel tentativo di scaricarsi di tutte le sue responsabilità e di conquistarsi la simpatia dell’opinione pubblica. Qui, risposta del SI. Cobas alla lettera aperta e comunicato sugli arresti. A fronte delle molte prove (snobbate dalle autorità) che attestano l’uso illegale di gas urticanti da parte delle forze dell’ordine e dalla notizia del prolungamento dell’arresto dei due facchini, per ipotesi di “reiterazione di reato” (!), viene organizzata una conferenza stampa (video 1, video 2, video 3, video 4) e scritta una lettera al Prefetto di Bologna, dopo alcune sue esternazioni.

24 Gennaio 2014. A seguito delle cariche, dei gas urticanti e degli arresti del giorno prima, è indetto sciopero in tutti i magazzini della provincia, con presidio davanti ai cancelli Granarolo (qui, una cronistoria della giornata). Molti i lavoratori che, aderendo allo sciopero, vengono a sostenere e solidarizzare con i licenziati Granarolo. Continuano nel frattempo le cariche e provocazioni delle forze dell’ordine, ma la volontà di lotta dei lavoratori non si piega e al grido “il facchino paura non ne ha!” si richiede la liberazione dei due compagni ancora agli arresti e il reintegro dei licenziati.

23 Gennaio 2014. Continua la mobilitazione e i blocchi davanti alla Granarolo. L’incisività della lotta è tale che le forze dell’ordine, per garantire la continuità produttiva dentro il magazzino, sono costrette loro stesse a caricare il latte sui propri mezzi (vedi foto e comunicato SI. Cobas). Ma non basta il crumiraggio organizzato, dopo poco, infatti, il presidio dei lavoratori è attaccato dagli stessi carabinieri, con cariche e gas urticanti. Nello scontro vengono fermati 6 compagni (tra licenziati e solidali). In serata, attraverso un sms, i compagni ci comunicano che 4 persone sono state rilasciate; rimangono agli arresti un operaio della DHL e uno della Susa, accorsi al presidio in solidarietà con i licenziati Granarolo. Per un quadro generale, a partire dall’assemblea del 19 gennaio, leggi anche questo nostro post.

20/21 Gennaio 2014. Parte il presidio permanente davanti alla Granarolo di Bologna. Nella giornata del 21, i lavoratori, sostenuti dai solidali, articolano il blocco dei mezzi in entrata e uscita, che dura parecchie ore (video 1, video 2). Solo in serata, infatti, le forze dell’ordine riescono a rimuovere il blocco, con aggressioni verbali e fisiche ai compagni.

19 Gennaio 2014. A Milano, si tiene l’assemblea nazionale, in risposta all’aggressione a Fabio. Pieno successo dell’iniziativa. Centinaia i lavoratori che arrivano da tutta Italia, come tanti i compagni e le realtà solidali che partecipano. Leggi qui, comunicato SI. Cobas. La risposta ad aggressioni e intimidazioni è la continuazione della lotta. La preparazione di un nuovo sciopero nazionale dell’intero settore, l’obiettivo lanciato dall’assemblea. Una risposta sempre più necessaria di fronte a un quadro generale in continuo movimento. In particolare, il rilancio della mobilitazione davanti ai magazzini Granarolo di Bologna, con la costruzione di un presidio permanente e l’organizzazione di nuovi blocchi, diventa l’elemento centrale su cui, già nei prossimi giorni, si tasterà la risposta di Stato e fronte padronale.

13 Gennaio 2014. Mentre si allargano le diverse vertenze e scioperi in vari magazzini, il nuovo anno si apre con un nuovo agguato, in stile mafioso, ai danni del compagno e dirigente SI. Cobas, Fabio Zerbini. Qui, il nostro comunicato di solidarietà, e qui, video – intervista a Fabio, pochi giorni dopo l’aggressione. Tale agguato, chiaramente riconducile all’attività che Fabio svolge nell’organizzazione dei lavoratori della logistica, si somma al lungo elenco di pressioni, intimidazioni, aggressioni, processi e fogli di via che in questi anni hanno colpito compagni, sindacalisti, solidali impegnati nella lotta dei facchini. Così Stato, fronte padronale e caporalato organizzato rispondono, in maniera legale e illegale, alle lotte dei lavoratori. A fronte dell’ennesimo fatto e della risposta politica da dover costruire è convocata un’assemblea nazionale a Milano, presso il CSA Vittoria, per domenica 19 gennaio.

20 Dicembre 2013. Dopo le esternazioni del Presidente della Legacoop di Bologna (nostro commento) che tacciando di “eversione” e di “attacco ai baluardi della vita e del confronto democratico” le lotte dei facchini, sollecitava “il ripristino della legalità davanti ai cancelli” dei magazzini Granarolo, alle parole sono seguite i fatti. Oggi, l’ennesimo picchetto organizzato dai lavoratori SI. Cobas davanti al magazzino Granarolo di Bologna, in cui si rivendicava l’applicazione dell’accordo in cui è previsto il reintegro dei licenziati, è stato attaccato dalle forze dell’ordine (video1 e video2). Forze dell’ordine che hanno, quindi, risposto prontamente all’appello di Granarolo e Legacoop. La legalità (borghese) è, per ora, ripristinata davanti ai cancelli. Dentro, sfruttamento, lavoro nero e caporalato potranno non essere messi in discussione. Per ora. Ma i lavoratori non mollano…

12/14 Dicembre 2013. Parte una due giorni di boicottaggio, a livello nazionale, contro la Granarolo. Moltissime le iniziative in tutta Italia, dove, i lavoratori del SI. Cobas assieme ai compagni di diverse realtà e strutture hanno dato vita a decine d’iniziative di boicottaggio e di propaganda. Le prime notizie, ci comunicano iniziative a Milano, Rho, Reggio Emilia, Crema, Torino, Roma, Bologna, Cremona, Napoli.

23 Novembre 2013. Più di un migliaio di facchini sfila in corteo per le vie di Bologna. Ci sono i lavoratori Granarolo, ma ci sono anche centinaia di facchini di altri stabilimenti e di altre città venuti a solidarizzare con i loro compagni in lotta, come ci sono i tanti compagni venuti a portare sostegno. Ed è con questa ennesima prova di forza che i facchini rispondono alle intimidazioni e minacce dei passati mesi. Ma è anche così che i facchini dimostrano la loro maturazione sindacale e politica nel cogliere l’ampiezza della battaglia (sfruttamento, dignità, precettazione, fogli di via, rinnovo CCNL, salario, ecc..) che non può essere limitato alla sola Granarolo e non può essere affrontato con mero spirito vertenziale.
Di seguito, bilancio della giornata dei compagni del SI. Cobas. Nel frattempo si prepara per Dicembre una nuova giornata nazionale di boicottaggio.

16 Novembre 2013. Nuova giornata di boicottaggio nazionale contro la Granarolo. Moltissime le iniziative nelle varie città con presidi, volantinaggi, speakeraggi davanti ai principali centri commerciali. Come moltissima è la solidarietà raccolta tra i lavoratori e i clienti. Nel frattempo si lavora per una grossa manifestazione a Bologna, per rispondere alle minacce del questore e alla repressione diffusa che nelle ultime settimane ha rialzato la testa. Qui la convocazione e il programma della giornata.

Novembre 2013. Oltre ai blocchi (l’ultimo effettuato il 31 ottobre), proseguono anche le iniziative incrociate di padroni e Stato, con la finalità d’intimidire e reprimere le lotte dei lavoratori. Moltissimi gli interventi, gli articoli di giornali e le interviste in cui dirigenze delle cooperative e Lega Coop si scagliano contro i lavoratori e le loro lotte. Fino ad arrivare al Questore di Bologna che, a mezzo stampa, fa riferimento a 179 denunce pendenti sui lavoratori e che a breve potrebbero tramutarsi in espulsione diretta dal territorio italiano. Ennesima minaccia e ritorsione, a cui lavoratori e SI. Cobas, rispondono così. Tutto ciò, mentre in quei giorni Stato e padroni ancora versavano lacrime di coccodrillo sulla strage di Lampedusa…

Ottobre 2013. Con il passare delle settimane, diventano sempre più evidenti le intenzioni di Granarolo e cooperative, con l’avvallo della Prefettura, di non rispettare l’accordo, firmato a Luglio, in maniera particolare sul progressivo reintegro dei 51 lavoratori. Si riapre, così, lo stato d’agitazione con diverse iniziative e picchetti davanti agli stabilimenti. Il 18 ottobre, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, si ritorna a scioperare in tutti i magazzini, Granarolo compreso. Di seguito, breve comunicato del SI. Cobas, sulla giornata. Continuano gli incontri in Prefettura, come continuano i tentativi di prorogare i reintegri. Il 28 ottobre si attua un nuovo blocco al magazzino Granarolo di Cadriano, proprio in virtù dell’apertura dello stato d’agitazione che non verrà chiuso fino a che tutti i lavoratori non saranno reintegrati!

19 Luglio 2013. Continua la campagna di sostegno ai facchini anche a Genova. In una città svuotata dal caldo e dalla passività, ribadiamo a livello cittadino le posizioni sulla vertenza Granarolo e in generale sul complessivo ciclo di lotta dei facchini, con un’iniziativa serale in P.zza S. Lorenzo. Oltre all’aperitivo di finanziamento della cassa, si proiettano video sugli ultimi scioperi nella logistica, a cui seguono alcuni interventi al megafono e distribuzione di volantini.

17 Luglio 2013. Alla Prefettura di Bologna, viene firmato un primo accordo tra SI. Cobas e fronte padronale, sulla vertenza Granarolo. Piccolo passo avanti: reintegro di 23 dei 41 facchini licenziati, messa in cassa integrazione dei restanti, impegno d’incontrarsi entro il 30 settembre per concordare il percorso di reintegro dei lavoratori ancora in cassa, pagamento del salario a tutti gli operai dalla data del licenziamento a quella del reintegro, nessun accordo tombale su quelli che sono gli arretrati che ancora spettano ai lavoratori. Molte delle richieste operaie restano inevase, la lotta non finisce certamente qui. Di seguito, nostro articolo, con alcune considerazioni sull’accordo.

17 Luglio 2013. A Genova, nuovo intervento di boicottaggio contro la Granarolo, questa volta presso il centro commerciale ‘Il Mirto’. Centinaia i volantini distribuiti con speakeraggio alle casse. Qui, due righe di commento sull’iniziativa e alcune foto della giornata. Nel frattempo, si continua a lavorare per l’assemblea pubblica del 19, a partire dalle ore 20, presso Piazza S. Lorenzo. In programma: apericena di sostegno ai licenziati, proiezione video sugli scioperi nella logistica, dibattito e lancio cassa di resistenza.

16 Luglio 2013. Dopo lo sciopero del 12 e la manifestazione del 13 a Bologna; a Genova lanciamo due nuove iniziative della campagna ‘SIAMO TUTTI FACCHINI’. Nuovo volantinaggio di boicottaggio e assemblea pubblica in piazza, clicca qui per date e orari. Di seguito, volantino di boicottaggio che distribuiremo e locandina per l’assemblea del 19.

13 Luglio 2013. Nonostante le fatiche dello sciopero e dei picchetti del giorno precedente, centinaia di lavoratori e compagni solidali si concentrano davanti ai cancelli dei magazzini della Granarolo di Bologna, per dar vita alla seconda giornata nazionale di lotta contro licenziamenti e divieti di sciopero, dopo quella del 29 Giugno. Alto il morale e l’entusiasmo davanti ai cancelli, dove gli slogan di lotta di rincorrono (vedi video) e, dopo ore di picchettaggio, si da vita a un’assemblea in vista delle prossime scadenze e passaggi. Di seguito, l’intervento conclusivo di Aldo Milani, Coordinatore nazionale SI. Cobas.

12 Luglio 2013. Nuovo sciopero di 24 h per tutto il settore della logistica, indetto dal SI. Cobas. Decine le città coinvolte, come moltissimi i presidi e picchetti messi in campo, davanti ai cancelli dei principali hub. Anche se è il terzo sciopero nazionale, nell’arco di 5 mesi, la potenzialità di lotta è alta, così come la capacità d’incidere bloccando interamente la circolazione della merce. Clicca qui, per un breve bilancio. Di seguito, alcune foto giunte da alcuni presidi (in particolare dalla TNT e SDA di Torino e dall’SDA di Roma).

6 Luglio 2013. In svariate città si danno vita a presidi, volantinaggi, azione di boicottaggio contro Granarolo, davanti e dentro i principali supermercati e centri di distribuzione. A Genova, volantinaggio davanti alla Coop di Piccapietra. Clicca qui per il volantino distribuito e qui per le foto. Molto buona la reazione dei clienti e solidali. Di seguito, invece, alcune foto del volantinaggio dei compagni a Milano e a Vicenza.

29 Giugno 2013. Giornata nazionale di lotta, davanti ai cancelli della Granarolo di Bologna. Più di 500 i partecipanti ai picchetti. Diversi i pullman di lavoratori provenienti da Milano, Piacenza, Padova, ecc… Si riesce a bloccare tutti i 5 ingressi del magazzino e nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, il picchetto tiene, fino a quando, dopo un’assemblea, decide di sciogliersi. Nel frattempo, in ben 12 città si articolano volantinaggi e presidi di boicottaggio (vedi foto). Qui, comunicato SI. Cobasvideo dell’intervento di Aldo Milani e video della manifestazione. A Genova, all’interno dell’assemblea pubblica organizzata dal Circolo Centro Storico del PRC, interveniamo (video) con un contributo sulla campagna e con l’organizzazione del banchetto per la cassa.

25 Giugno 2013. Picchetto dei lavoratori alla Granarolo di Bologna. Al grido “sciopero, sciopero!”, si bloccano i mezzi in entrata e uscita. Tanta la forza e la determinazione dimostrata dai lavoratori. Di seguito, il video del picchetto.

Giugno 2013. Anche a Genova iniziamo a strutturare i primi passaggi per la campagna. Come Coordinamento di sostegno, si organizza un primo banchetto per la raccolta delle sottoscrizioni alla cassa di resistenza. Qui, il volantino che s’inizia a distribuire, e qui un primo calendario del banchetto. Nel frattempo, a Bologna primo incontro in Prefettura, cui partecipa anche il SI. Cobas. Qui, nostro articolo sulla vicenda.

16 Giugno 2013. Centinaia tra lavoratori e solidali partecipano all’assemblea nazionale; presente anche una delegazione di compagni genovese. Qui, nostro report della giornata, intervento del coordinatore nazionale SI. Cobas (video 1, video 2), comunicato SI. Cobas sull’assemblea. Tre, i principali assi usciti dalla discussione: lancio della campagna di denuncia e boicottaggio in tutte le città, nuovo sciopero nazionale dell’intero settore, strutturazione di una cassa di resistenza nazionale di lungo periodo. Su questi assi s’inizia a lavorare, con la volontà di costruzione di una giornata di lotta nazionale davanti ai cancelli della Granarolo di Bologna.

Giugno 2013. Si comincia, nel frattempo, a lavorare anche a livello genovese. Diverse le riunioni tra le realtà del Coordinamento di sostegno alle lotte e altre strutture. S’inizia a pubblicare il primo materiale informativo; in particolare opuscolo di proposta nella costruzione della campagna, opuscolo sindacale Sin.Base/SI. Cobas, locandina universitaria.

1 Giugno 2013. A Bologna, corteo nazionale dei facchini. Questa, la prima immediata risposta che si articola in riferimento ai licenziamenti politici e all’attacco verso l’agibilità politico – sindacale dei lavoratori. Parecchie centinaia i lavoratori mobilitati, come i compagni delle diverse strutture e realtà solidali provenienti da tutta Italia. Leggi qui, il comunicato SI. Cobas. Fortissima la volontà di lotta che si respira nel corteo. Nel frattempo si lancia per il 16 Giugno un’assemblea nazionale a Bologna, dove lavoratori e realtà politiche e sindacali s’incontreranno per ragionare collettivamente sulla risposta da dare all’attacco padronale e sugli assi portanti della campagna nazionale.

Maggio 2013. Lo sciopero del 15 è stato un secondo duro colpo che i lavoratori hanno dato a padroni, Stato e sindacati concertativi. Una seconda grande prova di forza. A fronte di questa prova, la risposta della controparte non tarda ad arrivare. Alla Granarolo di Bologna partono i licenziamenti politici, mentre la commissione di garanzia sullo sciopero, attraverso un parere, decreta il carattere di servizio pubblico della lavorazione dentro i magazzini, rendendo multabile e precettabile ogni tipo di lotta. Si materializza, in questo senso, un attacco generale, a 360° verso l’intero ciclo di lotta. L’epicentro è il bolognese, ma gli effetti sono generali e politici. Vedi nostro articolo in merito. Urge la necessità di una campagna nazionale di denuncia e boicottaggio che metta in collegamento compagni e lavoratori, al di là del settore della logistica. In questo senso, a livello nazionale e locale, s’inizia a lavorare.

15 Maggio 2013. Parte il 2° sciopero di 24 h di tutto il settore. Fin dalle prime ore del mattino, i segnali, che rimbalzano da una città all’altra, da un hub all’altro, sono più che buoni. Lo sciopero sta riuscendo, i facchini rispondono con entusiasmo alla giornata, garantendo alte adesioni e forte presenza davanti ai cancelli. Nuove città e nuovi magazzini partecipano allo sciopero, facendo registrare un’estensione della lotta rispetto il 22. Come Lanterna Rossa andiamo a dare sostegno al picchetto dei compagni e dei lavoratori davanti alla DHL di Settala. Di seguito foto, video e report del picchetto. Per un bilancio generale della giornata di sciopero nelle varie città, clicca qui. Di lì a pochi giorni, a Genova, si ritorna davanti ai magazzini per comunicare ai lavoratori la riuscita dello sciopero con un nuovo volantino.

19 Aprile 2013. Si riunisce a Bologna l’assemblea nazionale dei delegati proveniente dai diversi magazzini delle varie città. La necessità di un bilancio sullo sciopero del 22 e di una discussione su come proseguire la lotta diventa l’esigenza principale in questa fase. Il quadro generale che ne esce, in questo senso, è assolutamente dinamico. Da una parte, sulla spinta dell’entusiasmo dello sciopero del 22, si registra l’estendersi della lotta con l’articolazione di tutta una serie di scioperi aziendali (da lì a pochi giorni si aggiungeranno le lotte alla Coop Adriatica di Anzola, alla Granarolo di Bologna, all’SDA di Roma e all’Ikea di Piacenza ); dall’altra i padroni cercano di organizzarsi per colpire questi lavoratori in alcune situazioni aziendali (vedi il tentativo di taglio del 35% del salario alla Granarolo di Bologna), mentre a livello nazionale non si vuole prendere in considerazione la piattaforma rivendicativa uscita dalle assemblee del 3 marzo. E’ a fronte di questo quadro che l’assemblea decide d’andare nuovamente verso uno sciopero dell’intero settore, per il 15 maggio. A Genova nel frattempo si continua a volantinare davanti ai magazzini di logistica e, come Coordinamento di sostegno, nell’articolare iniziative di propaganda e sostegno

6 Aprile 2013. Centinaia di facchini e solidali sfilano per le strade di Piacenza, fino sotto la Prefettura al grido “Via ai fogli di Via!”. Un’altra bella prova di forza da parte dei lavoratori. Vedi foto, video 1 e video 2 della giornata.

Marzo 2013. La piena riuscita dello sciopero rallenta oggettivamente la trattativa tra padroni e concertativi. E questo è un primo risultato che lavoratori e sindacato di base portano a casa. Questo fa paura a padroni e Stato che intensificano gli attacchi repressivi contro lavoratori e organizzazioni sindacali. Accanto alle svariate multe e procedimenti processuali che hanno colpito lavoratori e solidali in questi anni (il più importante il processo a Saronno che vede imputati ben 22 compagni per il primo sciopero alla Bennet di Origgio) si muove la questura piacentina che, rispolverando misure di epoca fascista, colpisce Aldo Milani (coordinatore nazionale SI. Cobas) e altri 2 compagni con i fogli di via. La risposta non può essere che il rilancio della lotta; in questo senso si organizza una manifestazione a Piacenza per rigettare intimidazioni e fogli di via. Clicca qui, per l’indizione. Qui, invece, il volantino distribuito a Genova, come Coordinamento di sostegno alle lotte.

22 Marzo 2013. A partire dalle prime ore del mattino del 22 marzo, i facchini entrano in sciopero nelle varie città, con picchetti e blocchi davanti ai principali centri logistici. Fin dalle prime ore si capisce che le adesioni saranno altissime; i picchetti tengono, paralizzando l’intero settore, con ripercussioni anche nei giorni successivi. Clicca qui, per il resoconto. Grande prova di forza da parte dei lavoratori e delle organizzazioni del sindacalismo di base (SI. Cobas e ADL Cobas) che li organizzano. Clicca qui, per il comunicato sindacale. Qui, invece, il volantino di bilancio distribuito davanti ai magazzini di logistica genovesi

3 Marzo 2013. Il primo passaggio è l’organizzazione di 7 assemblee territoriali, collegate tra loro via web, in cui circa un migliaio di facchini discute la bozza di piattaforma rivendicativa (da contrapporre a quella padronal – concertativa) e le diverse tappe del percorso di lotta. Clicca qui, per il resoconto della giornata. All’unanimità viene indetto, per venerdì 22 Marzo, lo sciopero nazionale di 24 h dell’intero settore. Qui, il volantino “genovese” per la propaganda dello sciopero.

Febbraio 2013. Le manovre padronali e concertative tentano in questo modo di mettere in discussione tutte le conquiste strappate dai facchini e dal SI. Cobas. Diventa sempre più necessario rispondere, rilanciando il protagonismo degli operai a livello dell’intero settore, con l’elaborazione di una propria piattaforma rivendicativa e un proprio percorso di lotta.

6 Febbario 2013. Nel corso dell’ennesimo incontro, i padroni precisano ulteriormente le proprie richieste con un nuovo documento.

23/24 Gennaio 2012. Ottenuto questo, i padroni tornano all’attacco e negli incontri di Gennaio presentano al tavolo un documento con le proprie richieste, una vera e propria dichiarazione di guerra.

18 Dicembre 2012. Nel corso di uno degli incontri in programma passano le tesi padronali e viene firmato un accordo preliminare, con cui si stabilisce che se il nuovo contratto verrà firmato entro la fine di aprile non verrà data nessuna vacanza contrattuale.

Giugno 2012. Dopo 4 anni di intense lotte nei magazzini del nord Italia, portate avanti dal SI. Cobas, fronte padronale e sindacalismo concertativo danno avvio alle prime mosse nel percorso di rinnovo del CCNL. Inizia a profilarsi una bozza di piattaforma da parte dei sindacati concertativi. Il tentativo é quello di coinvolgere il meno possibile i lavoratori nella predisposizione della bozza di piattaforma. La discussione è quasi del tutto assente, le assemblee dei lavoratori vengono a essere sostituite da direttivi e organi dirigenti. Tanti “mal di pancia” ma nessuna seria opposizione; da questo contesto esce la piattaforma concertativa, le cui rivendicazioni, alla luce delle pessime condizioni di lavoro dell’intero settore, risultano essere veramente al ribasso.

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